NEWSLETTER DELLA SEZIONE SOGGETTI ISTITUZIONALI N° 01/2004

       
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> Per “navigare” fra i temi della sicurezza della navigazione
ON LINE IL SITO DI STIMA DEDICATO ALLE ISTITUZIONI E IL MARE

STIMA apre alcune finestre sul mondo della sicurezza della navigazione attraverso il suo sito articolato in sezioni pensate per essere consultate dal punto di vista dei fruitori: Cantieristica, Diporto, Monitoraggio Ambientale, Operatori Marittimi, Pesca Professionale e, ovviamente, Soggetti Istituzionali, Il sito offre i contenuti del Progetto STIMA che più hanno attinenza con le competenze di enti ed istituzioni pubbliche, fornisce una serie di link a siti web specifici, ma anche una panoramica delle borse di studio e delle ricerche tematiche attivate da STIMA che hanno particolare interesse per questo settore.

In particolare:

Borsa di studio n.1
“Evoluzione della normativa internazionale con particolare riferimento alla normativa comunitaria, in materia di sicurezza dei mari e dei trasporti di merci e passeggeri. Analisi e prospettive”, di Pamela Giacchini.

Il fine della ricerca è quello di pervenire ad una visione panoramica delle principali fonti normative di diritto internazionale e di diritto comunitario in materia di sicurezza e dei traffici marittimi. La ricerca prende il via dall'esame del concetto di sicurezza della navigazione come tradizionalmente inteso e del ruolo svolto dall'IMO nella elaborazione della normativa di diritto uniforme (Cap. I), quindi esplora tematiche di particolare interesse per i soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo nella sicurezza del trasporto marittimo, intesa non solo come "safety", ma anche come "security".
Si è preso in esame il tema fondamentale dei sistemi di ausilio alla navigazione marittima tracciando un parallelo con i sistemi di controllo del traffico aereo al fine di verificare se è possibile mutuarne soluzioni tecnico-giuridiche adattabili alla navigazione marittima. Il Cap. III, ad esempio, è dedicato alle soluzioni nazionali date al problema della istituzione dei sistemi VTS, della difesa del mare, della navigabilità e della sicurezza delle navi, del trasporto di merci pericolose, nocive ed inquinanti. Costante è stato il confronto e la comparazione della disciplina interna con quella internazionale, onde verificare se la normativa nazionale sia sostanzialmente in linea con quella internazionale e comunitaria.
L'ultimo capitolo (Cap. IV) affronta il tema della rispondenza della disciplina interna e quella internazionale alle esigenze di sicurezza che emergono dalla realtà dei traffici marittimi. In particolare si prendono in esame due temi nuovi, ma di estrema importanza: il problema della separazione delle rotte imposte dal progressivo affollamento dei mari e quello ancor più inquietante della lotta nei confronti del terrorismo marittimo che ha imposto l'adozione dell'ISPS Code IMO.

Borsa di studio n. 5
“Il trasporto di merci pericolose per l'ambiente e la responsabilita' per i danni da inquinamento. Analisi della normativa e prospettive di sviluppo del sistema internazionale di responsabilita' per i danni derivanti dal trasporto di idrocarburi. I danni risarcibili”, di Viviana Vigiak.

La previsione di un'efficace sistema normativo internazionale di responsabilità per i danni da inquinamento di idrocarburi non deve essere visto esclusivamente come un momento sanzionatorio, ma assolve anche ad un'importante funzione di prevenzione particolarmente interessante per i soggetti istituzionali coinvolti.
Oltre alle Nazioni, del resto, anche gli Enti Locali e Regionali europei sono soggetti giuridici direttamente interessati alla limitazione ed alla riparazione dei disastri ecologici, nonché alle conseguenze socio-economiche dell'inquinamento marino nel proprio territorio, e, nell'ambito delle proprie competenze politiche ed istituzionali, hanno la possibilità concreta di intervenire su tale materia.
In questo senso la borsa di studio n. 5, oltre ad un’analisi della normativa esistente mira ad approdare, al termine del lavoro, ad un elaborato in una prospettiva dinamica, teso ad individuare quelli che sono i possibili ed ulteriori sviluppi della materia. Il lavoro si articola in due fasi. La prima consiste nell'esame condotto su vari livelli - internazionale, comunitario e statale - della normativa operante o di prossima attuazione. La seconda parte viene, invece, dedicata alle prospettive di implementazione dell'attuale sistema di responsabilità per i danni da inquinamento di idrocarburi, mettendo in evidenza i momenti di limite della normativa vigente e, pertanto, i settori nei quali maggiormente si avverte la necessità di un intervento.

Borsa di studio n. 6
“L'Agenzia Europea per la Sicurezza in Mare: prospettive, obiettivi e problematiche connesse alla sua istituzione”, di Beatrice Lenzi.

La parte centrale del lavoro è dedicata agli aspetti propriamente istituzionali dell'Agenzia Europea per la Sicurezza in Mare, attraverso una puntuale analisi del Regolamento (CE) n.1406/2002 che ne costituisce la base giuridica. Sono analizzate le varie funzioni di cui è titolare l'Agenzia, l'attività di vigilanza sulla corretta applicazione della normativa vigente, l'attività di monitoraggio da parte degli Stati membri, la valutazione dell'efficacia delle misure in vigore.
L'elaborato non ha potuto altresì prescindere, dall'attenta valutazione, da un lato dalla scelta della Commissione di costituire un soggetto nella veste giuridica di agenzia quale titolare del ruolo di propria collaboratrice e di proprio veicolo informativo in materia di sicurezza marittima, dall'altro dalla recente proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativo ad un potenziale Comitato per la sicurezza marittima e la prevenzione dell'inquinamento provocato dalle navi, per capire se questo comporti o meno la creazione di un "clone" dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima.
Il lavoro si compone di una prima parte nella quale viene analizzato il sistema normativo, sia a livello internazionale sia comunitario, in materia di sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento causato da navi e, specificamente, le lacune di detto sistema emerse in tutta la loro gravità in occasione di disastri ambientali quali quelli verificatesi in seguiti agli incidenti delle petroliere Erika e Prestige.

Borsa di studio n. 9
“La "Carta per la sicurezza in mare": identificazione di una rete di relazione tra gli enti preposti alla sicurezza in mare in ambito comunitario e nazionale e regolamentazione delle connesse modalità di organizzazione e funzionamento”, di Giorgio Grasso.

Negli ultimi venti anni nelle acque della Unione europea si sono verificati numerosi incidenti, con conseguenze a volte disastrose, tanto per l'uomo quanto per l'ambiente marino e costiero circostante. Proprio a seguito delle numerose catastrofi, l’UE ha dato vita ad una rigorosa azione di rafforzamento della normativa esistente a livello internazionale - spesso insufficiente o solo parzialmente applicata - con una attenzione particolare per il trasporto delle persone e delle merci pericolose (vedasi le misure discendenti dalle direttive contenute nei pacchetti Erika I e II).
Per risultare efficaci, però, tali disposizioni devono essere correttamente ed uniformemente applicate in tutto il territorio comunitario e, sia le Nazioni, sia i singoli Enti locali preposti, devono svolgere, nell'ambito delle proprie competenze politiche ed istituzionali, un ruolo maggiormente attivo e qualificato nella promozione di iniziative relative alla sicurezza dei trasporti marittimi e nel monitoraggio di tali traffici.
Proprio tali esigenze premono per l'adozione di una "Carta per la sicurezza in mare", che fra l’altro garantisca parità di condizioni, riducendo le distorsioni del mercato derivanti dai vantaggi economici per le navi non conformi agli standard. L’adesione al progetto di tutte le Regioni d'Italia, nonché numerose Province e Comuni, ha reso oltremodo necessario delineare l'apporto normativo offerto in materia dagli enti locali.
Il presente elaborato esplora la materia anche al fine di valutare istanze, confronti e proposte di azioni comuni volte a garantire una maggiore efficienza dell'intero sistema, nell’ambito di una strategia globale sulla sicurezza marittima che investa e responsabilizzi tutti i soggetti istituzionali potenzialmente interessati.

Borsa di studio n. 10
“Esame delle problematiche giuridiche connesse alla realizzazione dei sistemi di ausilio alla navigazione marittima nel quadro della disciplina nazionale della sicurezza della navigazione e del controllo del traffico marittimo”, di Emanuela Castagna.

Nell’ambito della Unione Europea si va rafforzando l'idea di una strategia globale sulla sicurezza marittima, che investa e responsabilizzi tutti i soggetti potenzialmente interessati, anche al fine della formulazione di istanze, confronti e proposizione di azioni comuni volte a garantire una maggiore efficienza dell'intero sistema del trasporto marittimo.
Da qui l’interesse per tutti i soggetti istituzionali della conoscenza delle problematiche giuridiche connesse ai sistemi di ausilio alla navigazione e alla disciplina nazionale del controllo del traffico marittimo.
L’elaborato tocca otto aspetti:
1) Breve introduzione sulla sicurezza della navigazione
2) Breve evoluzione storica della navigazione marittima (punto nave astronomico, vedette plancia, carte nautiche)
3) Panoramica sui sistemi attuali di ausilio alla navigazione marittima (GMDSS, OMEGA, DECA, NAVSTAR,VTS)
4) I problemi giuridici legati al controllo del traffico marittimo e il VTS (le Guidelines dettate dall'IMO e gli emendamenti alla SOLAS, rapporti tra gestore VTS e comandante della nave, la legge n. 51/2001, natura giuridica del VTS)
5) VTS e coordinamento con il soccorso in mare
6) Le responsabilità nell'esercizio del VTS
7) VTS e il regime stretti internazionali (in particolare Stretto di Messina)
8) Il VTS nel Mar Adriatico

Ricerca tematica n. 1
“Il ruolo degli enti locali in materia di sicurezza della navigazione. Esperienze innovative e buone prassi in ambito europeo e mediterraneo”, di Angela Martorano.

La ricerca approfondisce le possibilità ed i limiti di un intervento operativo degli enti locali in presenza di sversamenti inquinanti in mare, di incidenti in porto o nelle acque antistanti, mettendo in evidenza il rapporto tra gli enti locali, le Capitanerie di Porto e gli altri soggetti coinvolti, quali Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri, Asl, etc.
Questione correlata, e non secondaria, è quella della determinazione del soggetto deputato a dirigere gli interventi delle varie autorità interessate o, come possano o debbano coordinarsi ed interagire i diversi soggetti coinvolti, con particolare riguardo alla fase critica dei primi interventi nell'immediatezza dei fatti.
Dopo l'analisi della legislazione interna, la ricerca effettua una analisi comparatistica con riferimento agli altri paesi europei per individuare analogie e differenze, ma soprattutto elementi innovativi, con particolare riferimento al tema della sicurezza nei porti del Nord Europa, la cui gestione è affidata ai Comuni.

Ricerca tematica n. 2
Consorzio Pisa Ricerche: “Le problematiche connesse all'individuazione dell'area/luogo rifugio ed alla valutazione dei rischi connessi, anche in relazione alla protezione dell'ambiente costiero”, di Eva Fuochi.

Lo studio si propone di identificare delle possibili aree dove le navi possono rifugiarsi in sicurezza lungo le coste toscane, tenendo conto dei rischi per l'ambiente circostante nel caso di perdita anche parziale del carico. Nel farlo il lavoro individua un modello dell'alto mar Tirreno, costruito mediante il codice di calcolo MIKE21 del Danish Hydraulic Institute, di interesse anche ai fini dell’adozione da parte di altre Regioni italiane.
Per la ricerca delle aree rifugio è stato utilizzato il modulo Nearshore Spectral Wind-Wave (NSW) del MIKE21, che ha analizzato la variazione del clima meteomarino lungo le coste della Toscana, partendo dalle condizioni al largo. Per l'individuazione dell'onda di progetto è stata effettuata un'analisi statistica degli estremi, dove sono stati considerati tempi di ritorno pari a 10 anni.
Per lo studio degli effetti degli inquinanti sarà invece utilizzato il modulo Particle Analysis and Oil Spill Analysis (PA/SA). Questo modello sarà applicato ad alcune delle aree individuate nella precedente modellizzazione (avvenuta mediante il modulo NSW), ritenute più a rischio in base a valutazioni sulla morfologia costiera, sull'importanza ambientale e sul clima meteomarino.

Ricerca tematica n. 3
Consorzio Polo Tecnologico della Magona – “La normativa comunitaria e nazionale in materia di sicurezza dei mari nel sistema della concorrenza dei trasporti marittimi”, di Leonardo Vanni.

La ricerca riassume in modo comparativo la normativa nazionale ed internazionale in materia di trasporto navale di merci pericolose, mettendo in luce le principali differenze presenti ed in quale modo esse possano incidere sulla competitività di una struttura portuale. La ricerca è articolata nel modo seguente:
- principale normativa internazionale in materia di trasporto marittimo di merci pericolose, SOLAS, COLREG, MARPOL, principali codici;
- la normativa europea e nazionale in materia di trasporto marittimo di merci pericolose;
- le ordinanze locali (Capitanerie di Porto) e la loro azione ad integrazione della normativa per aumentare i livelli di sicurezza esistenti;
- Normativa sulla sicurezza del trasporto di merci pericolose e mercato.
L'indagine ha messo anche in luce alcuni effetti sul naviglio e sui traffici di merci pericolose indotti da variazioni normative che tentano di aumentarne la sicurezza. In particolar modo è stato esaminato lo sforzo di ammodernamento del naviglio italiano a seguito dell'introduzione delle norme per il doppio scafo e come esso sia già adesso in condizioni di maggior sicurezza rispetto ai navigli stranieri.

Ricerca tematica n. 6
Centro Studi Valdarno Cultura: “La valutazione economica del risarcimento per danno ambientale nelle sue dimensioni privatistiche e pubblicistiche”, di Domenico Ammirati.
La ricerca, partendo dalla nozione e dalla individuazione del soggetto passivo del reato di danno ambientale, esamina il profilo degli enti e delle associazioni rappresentativi di interessi lesi da detto reato, le condizioni per la legittimità dell'intervento, nonché le modalità del suo esercizio.
Sono poi esaminati l’oggetto del risarcimento del danno (diritti soggettivi, interessi legittimi, diritti affievoliti) e i requisiti del danno ambientale risarcibile.

Ricerca tematica n. 7
“Un Interregional Crime and Justice Research Institute - Il tema della security nel trasporto marittimo. Stato dell'arte e prospettive di evoluzione delle soluzioni tecnico-giuridiche adottabili dopo i fatti dell'11 settembre 2001", di Giovanni Moscatelli.

Il progetto di ricerca si propone di esaminare gli strumenti giuridici esistenti in materia di security del trasporto marittimo e la loro effettiva rilevanza ai fini della prevenzione e repressione del terrorismo marittimo. Lo studio analizza la posizione e gli strumenti a disposizione della autorità competenti, siano queste militari o civili, con particolare attenzione alla ripartizione delle competenze tra le varie autorità marittime coinvolte, esaminando la legislazione statale, la legislazione regionale (laddove competente), la relativa giurisprudenza e la dottrina. In via comparativa è fatto cenno ad altre normative nazionali rilevanti in materia (es. USA).
Più in generale il lavoro si propone di esaminare sia gli strumenti esistenti prima dell'11 settembre 2001 sia quelli sorti immediatamente dopo o in corso di elaborazione nei principali consessi nazionali ed internazionali, valutando se e come tali strumenti abbiano rafforzato il regime di sicurezza del sistema dei trasporti e quali novità siano state introdotte e quali siano le eventuali zone d'ombra ancora da esplorare.
L'analisi è condotta avendo riguardo a due livelli di indagine:
uno internazionale, con analisi delle Convenzioni, a carattere universale o regionale, compresa la normativa comunitaria, in materia di prevenzione del terrorismo (un ulteriore approfondimento riguarda le iniziative intraprese all'interno di altri consessi internazionali rilevanti quali l'Organizzazione Internazionale del Lavoro, l'Organizzazione Mondiale delle Dogane e il G8), l’altro, come accennato, nazionale.

Ricerca tematica n. 10
“Approfondimenti sul pacchetto normativo della Comunità Europea con riferimento alle tematiche del controllo dello stato di approdo, delle norme per gli organi che effettuano le visite di ispezioni delle navi e dell'introduzione accelerata delle norme in materia di doppio scafo o di tecnologia equivalente per le petroliere motoscafo”, di Leonardo Paquali e Barbara Pecchia.

Gli incidenti marittimi verificatisi negli ultimi venti anni hanno dato vita ad un’azione di rafforzamento della normativa esistente a livello internazionale, con particolare attenzione al trasporto delle merci pericolose. Il recentissimo caso della petroliera Prestige, affondata al largo delle coste della Galizia, ha provocato un'ulteriore sensibilizzazione sulla necessità di adottare ed implementare norme atte a garantire un'opera di prevenzione nei confronti dell'inquinamento originato dalle navi.
Tuttavia, al fine di poter apprezzare l'impatto che tali disposizioni avranno realmente non possono non esaminarsi gli aspetti relativi ai vari soggetti istituzionali coinvolti ai diversi livelli, dal controllo dello stato di approdo agli organi che effettuano le visite di ispezione delle navi. In quest’ambito lo studio analizza i più importanti riferimenti normativi comunitari, quali il Regolamento (CE) n. 417/2002, le Direttive 94/57/CE e 95/21/CE (come modificate rispettivamente dalle Direttive 2001/105/CE e 2001/106/CE), il Regolamento (CE) n. 2099/2002 e la Direttiva 2002/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

   
     
 

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