NEWSLETTER DELLA SEZIONE OPERATORI MARITTIMI N° 01/2004

       
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> Per “navigare” fra i temi della sicurezza della navigazione
ON LINE IL SITO DI STIMA PER GLI OPERATORI MARITTIMI

Uno dei gangli fondamentali del trasporto e, più in generale, della navigazione marittima è il porto. Intorno a questa infrastruttura agiscono e si confrontano tutti gli “attori” del settore: armatori, equipaggi, spedizionieri, trasportatori, piloti, aziende di servizi, ecc. Già dal primo gennaio 1999 la quasi totalità dei servizi di cabotaggio marittimo dell’UE è accessibile agli armatori comunitari che impiegano navi registrate in uno stato membro; nasce dunque la necessità di uno sguardo complessivo sul settore, ma con ottica europea. Il sito web del progetto STIMA esplora proprio i temi della sicurezza con particolare riguardo alle normative comunitarie e internazionali e alle problematiche degli operatori, nonché alle iniziative delle loro associazioni di categoria.

STIMA apre alcune finestre sul mondo della sicurezza della navigazione attraverso il suo sito articolato in sezioni pensate per essere consultate dal punto di vista dei fruitori: Soggetti Istituzionali, Cantieristica, Diporto, Monitoraggio Ambientale, Diporto, Pesca Professionale e, ovviamente, Operatori Marittimi. Il sito raccoglie convegni, seminari, audiovisivi, link utili; inoltre offre una panoramica delle borse di studio e delle ricerche tematiche attivate da STIMA che hanno particolare interesse per ciascuna sezione. Per quel che attiene gli operatori del settore si rilevano 5 lavori.

Borsa di studio n. 1
“Evoluzione normativa internazionale con particolare riferimento alla normativa comunitaria, in materia di sicurezza dei mari e dei trasporti di merci e passeggeri. Analisi e prospettive”, di Pamela Giacchini.
La ricerca esamina il temi fondamentali dei sistemi di ausilio alla sicurezza della navigazione marittima (Sistemi VTS), tracciando un parallelo con i sistemi di controllo del traffico aereo, degli standards di sicurezza, dell'applicazione dell'ISM Code, della tutela ambientale, del trasporto di merci pericolose, nocive ed inquinanti.
Il Capitolo III è dedicato alle soluzioni nazionali date al problema dell’istituzione dei sistemi VTS, e della navigazione in sicurezza delle navi, con particolare riguardo al problema della separazione delle rotte imposte dal progressivo affollamento dei mari e quello ancor più inquietante della lotta nei confronti del terrorismo marittimo che ha imposto l'adozione dell'ISPS Code IMO.
La ricerca offre una visione panoramica delle principali fonti normative di diritto internazionale e di diritto comunitario in materia di sicurezza e dei traffici marittimi, intesa non solo come "safety", ma anche come "security", mirando a verificare l'effettiva rispondenza della normativa alle reali esigenze che emergono dall'evoluzione dei traffici marittimi.

Borsa di studio n. 3
“Organizzazione del trasporto delle merci pericolose. Rischi connessi”,
di Monica Giannetti.
La crescente consapevolezza del pericolo costituito da un traffico marittimo di sostanze pericolose sempre più intenso, ha suscitato l'esigenza di attuare misure idonee alla sua regolamentazione, onde evitare disastri con forti ripercussioni sull'ecosistema marino. Questa borsa di studio analizza in dettaglio sia l'aspetto normativo, che quello puramente costruttivo delle navi che trasportano merci pericolose in mare, evidenziando in entrambi gli argomenti l'aspetto della sicurezza.
I principali temi trattati sono quattro. Il primo presenta l'evoluzione della normativa internazionale, europea, nazionale e locale (Livorno); di fatto è impossibile prescindere dalla regolamentazione per intraprendere un'analisi accurata sul trasporto di merci pericolose.
Successivamente è indispensabile un'analisi sulle proprietà chimiche, fisiche e tossicologiche delle merci trasportate che comportano un potenziale pericolo ed uno studio del naviglio, in particolare delle navi cisterna, ponendo l'attenzione sulle caratteristiche che una nave deve possedere per poter provvedere al trasporto in sicurezza di tali merci pericolose. Si è proceduto al completamento del quadro sulla struttura del naviglio, analizzando le realtà odierne del naviglio italiano e delle navi in arrivo al porto di Livorno, evidenziando le problematiche connesse con il trasporto delle merci pericolose.
L'ultimo tema tratta in modo diretto la sicurezza ed i rischi connessi con il trasporto di merci pericolose in mare. Questo punto è stato sviluppato attraverso un'attenta analisi storica degli incidenti rilevanti mondiali e locali, ed una valutazione della frequenza e delle conseguenze di tali incidenti.

Borsa di studio n.5
“Il trasporto di merci pericolose per l'ambiente e la responsabilita' per i danni da inquinamento. Analisi della normativa e prospettive di sviluppo del sistema internazionale di responsabilita' per i danni derivanti dal trasporto di idrocarburi. I danni risarcibili”, di Viviana Vigiak.
La ricerca si articola essenzialmente in due fasi. Una prima parte consiste nell'esame condotto su vari livelli - internazionale, comunitario e statale - della normativa già esistente ed operante, o di prossima attuazione, al fine di individuare l'attuale sistema di responsabilità per i danni da inquinamento di idrocarburi. La seconda parte mette in evidenza i momenti di limite della normativa vigente e, pertanto, i settori nei quali si avverte la necessità di un intervento.
Lo scopo è duplice: da un lato individuare quelli che sono i profili sanzionatori possibili, dall’altro individuare gli ulteriori sviluppi in materia di responsabilità per i danni da inquinamento.

Ricerca tematica n. 3
“La normativa comunitaria e nazionale in materia di sicurezza dei mari nel sistema della concorrenza dei trasporti marittimi”, di Leonardo Vanni.
Riassumendo in modo comparativo la normativa nazionale ed internazionale in materia di trasporto navale di merci pericolose, la ricerca ha messo in luce le principali differenze presenti e, soprattutto, in quale modo esse possano incidere sulla competitività di una struttura portuale.
L'indagine ha messo in luce alcuni degli effetti sul naviglio e sui traffici indotti dalle variazioni normative che implementano la sicurezza del trasporto di merci pericolose. In particolar modo si è visto l'enorme sforzo di ammodernamento di tutto il naviglio internazionale a seguito dell'introduzione delle norme per il doppio scafo e come il naviglio italiano sia già adesso in condizioni di maggior sicurezza rispetto ai navigli stranieri.
Per quanto riguarda le relazioni intercorrenti tra normativa e traffico, queste sono state esemplificate con lo studio degli effetti sui traffici del porto di Livorno, del decreto 18 aprile 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che limita ulteriormente l'accesso alle "carrette del mare".

Ricerca tematica n. 4
“Vita dei marittimi a bordo nave, conseguenze e miglioramenti”, di Fabio Anastasia, Ilaria Magliulo, Francesca Marcucci, Cristiano Mattei, Maria Sighicelli.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha registrato un’importante flessione della professione marittima presso le nuove generazioni che sta creando una situazione di vuoto presso gli operatori del settore. Il Centro Studi Aziendali considera, quali cause, la distanza dagli affetti familiari, la fatica fisica, l'ambiente e le specifiche condizioni di vita a bordo nave. La ricerca ha l'obiettivo di registrare specialmente quest’ultimo aspetto, per valutarne l’incidenza e ipotizzare eventuali interventi di miglioramento.

 

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