NEWSLETTER DELLA SEZIONE MONITORAGGIO AMBIENTALE N° 01/2004

 
News
     


> Per “navigare” fra i temi della sicurezza della navigazione
ON LINE IL SITO DI STIMA PER IL MONITORAGGIO AMBIENTALE DEL MARE

L’evoluzione della normativa internazionale della navigazione è da sempre legata agli incidenti di maggiore impatto ambientale. La crescente consapevolezza ambientale si ritrova nei lavori delle sessioni più propriamente tecniche dell’IMO, nelle recenti normative europee che hanno accelerato l’a messa al bando delle petroliere a scafo unico e nell’istituzione presso il Ministero dell’ambiente di un reparto ambientale. Anche il Progetto STIMA non può prescindere da una lettura della sicurezza dei trasporti in mare dal punto di vista ambientale.

STIMA apre alcune finestre sul mondo della sicurezza della navigazione attraverso il suo sito articolato in sezioni pensate per essere consultate dal punto di vista dei fruitori: Soggetti Istituzionali, Cantieristica, Diporto, Operatori Marittimi, Pesca Professionale e, ovviamente, Monitoraggio Ambientale. Il sito offre i contenuti del Progetto STIMA che più hanno attinenza con le tematiche ambientali, fornisce una serie di link a siti web specifici su salvaguardia, criteri di protezione, tecniche e metodologie adottate, sistemi per la ricerca degli inquinanti, bonifica dei siti, ma anche una panoramica delle borse di studio e delle ricerche tematiche attivate da STIMA che sono di particolare interesse per questo settore. In particolare:

Borsa di studio n.1
”Evoluzione normativa internazionale con particolare riferimento alla normativa comunitaria, in materia di sicurezza dei mari e dei trasporti di merci e passeggeri. Analisi e prospettive”, di Pamela Giacchini.
Il lavoro esamina gli standards di sicurezza, la costruzione delle navi, l'applicazione dell'ISM Code, la tutela ambientale ed il trasporto di merci pericolose, nocive ed inquinanti, oltre i sistemi VTS di ausilio alla sicurezza della navigazione marittima. In particolare il Capitolo III è dedicato alle soluzioni nazionali date al problema della difesa del mare, della navigabilità e della sicurezza delle navi, del trasporto di merci pericolose.

Borsa di studio n. 3
”Organizzazione del trasporto delle merci pericolose. Rischi connessi”, di Monica Giannetti.
Di fatto è impossibile prescindere dalla regolamentazione vigente per intraprendere un'analisi accurata sul trasporto di merci pericolose e le sue possibili conseguenze ambientali. Questa borsa di studio analizza in dettaglio l'evoluzione della normativa internazionale, europea, nazionale e locale (Livorno), ponendo l'attenzione sulle caratteristiche che una nave deve possedere per poter provvedere al trasporto in sicurezza.

Borsa di studio n. 5
”Il trasporto di merci pericolose per l'ambiente e la responsabilita' per i danni da inquinamento. Analisi della normativa e prospettive di sviluppo del sistema internazionale di responsabilita' per i danni derivanti dal trasporto di idrocarburi. I danni risarcibil”, di Viviana Vigiak.
Lo sviluppo di questo lavoro si articola essenzialmente in due fasi. La prima consiste nell'esame condotto su vari livelli - internazionale, comunitario e statale - della normativa già esistente ed operante o di prossima attuazione.
La seconda parte del lavoro viene, invece, dedicata alle prospettive di sviluppo dell'attuale sistema di responsabilità per i danni da inquinamento di idrocarburi, mettendo in evidenza i momenti di limite della normativa vigente e, pertanto, i settori nei quali la comunità internazionale maggiormente avverte la necessità di un intervento.

Ricerca tematica n. 2
”Le problematiche connesse all'individuazione dell'area/luogo rifugio ed alla valutazione dei rischi connessi, anche in relazione alla protezione dell'ambiente costiero”, di Eva Fuochi.
In caso di burrasche lungo le coste toscane, non tutte le navi possono trovare rifugio all'interno dei porti esistenti, o per ragioni di sicurezza dovute al carico trasportato, o per le dimensioni della nave. Lo studio si propone di identificare le possibili aree rifugio, tenendo conto dei rischi per l'ambiente circostante nel caso di perdita anche parziale del carico.
La ricerca si sviluppa attorno ad un modello costruito mediante il codice di calcolo MIKE21 del Danish Hydraulic Institute. Per la ricerca delle aree rifugio è stato utilizzato il modulo Nearshore Spectral Wind-Wave (NSW) del MIKE21.

Ricerca tematica n. 5
”Ottimizzazione dal punto di vista dei fattori umani dell'interfaccia operatore/terminale in un sistema di gestione delle emergenze in mare”, di Paolo Fadda, Gianfranco Fancello, Simone Loi, Luca Piludu, Francesco Sulis.
Il sistema, denominato S.A.M. (Sicurezza Ambiente Marino) permette, in tempo reale, mediante integrazione tra supporto informatico e sistema di localizzazione satellitare, di associare ai mezzi in navigazione ed a quelli in fase di carico e scarico di prodotti pericolosi, un pacchetto di informazioni. Queste vengono acquisite dagli operatori preposti al controllo attraverso un interfaccia grafico, che sarà consultabile da tutti gli utenti connessi in rete.
Contestualmente alla continua evoluzione del Sistema, obiettivo primario della ricerca in oggetto è l'ottimizzazione dell'interfaccia per assicurare una adeguata percezione delle informazioni da parte dell'operatore.

Ricerca tematica n. 6
”La valutazione economica del risarcimento per danno ambientale nelle sue dimensioni privatistiche e pubblicistiche”, di Domenico Ammirati
La ricerca, partendo dalla nozione e dalla individuazione del soggetto passivo del reato di danno ambientale, esamina il profilo degli enti e delle associazioni rappresentativi di interessi lesi da detto reato, le condizioni per la legittimità dell'intervento, nonché le modalità del suo esercizio. Sono poi esaminati l’oggetto del risarcimento del danno (diritti soggettivi, interessi legittimi, diritti affievoliti) e i requisiti del danno ambientale risarcibile.

Ricerca tematica n. 10
”Approfondimenti sul pacchetto normativo della Comunità Europea con riferimento alle tematiche del controllo dello stato di approdo, delle norme per gli organi che effettuano le visite di ispezioni delle navi e dell'introduzione accelerata delle norme in materia di doppio scafo o di tecnologia equivalente per le petroliere motoscafo”, di Leonardo Paquali e Barbara Pecchia.
Il recentissimo caso della petroliera Prestige, affondata al largo delle coste della Galizia, ha provocato un'ulteriore sensibilizzazione sulla necessità di adottare ed implementare norme atte a garantire un'opera di prevenzione nei confronti dell'inquinamento originato dalle navi.
E' in questo contesto che si inserisce l'adozione di un pacchetto normativo da parte dell'Unione Europea. Al fine di apprezzare l'impatto che tali disposizioni avranno sulle tematiche del controllo dello stato di approdo, degli organi che effettuano le visite di ispezione delle navi e dell'introduzione accelerata delle norme in materia di doppio scafo o di tecnologia equivalente per le petroliere motoscafo, sono analizzati i più importanti riferimenti normativi comunitari.


   
     
   
 

Clicca qui per tornare all'indice della Newsletter.