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Il seminario si è svolto
presso il LEM
nel pomeriggio del 2 e nell'intera giornata del 3 aprile 2004.
La prima sessione del seminario ha rappresentato un momento di
approfondimento fra addetti ai lavori sulle problematiche messe
in campo dall’introduzione, in tempi così brevi,
del Codice ISPS. La combinazione delle misure preventive dirette
a proteggere il trasporto marittimo e gli impianti portuali dalle
minacce delle azioni illecite intenzionali rappresentano un’attività
in senso stretto di polizia? Alla domanda ha risposto il Comandante
Emanuale
De Rosa (vedi
intervento in inglese),
del 6° reparto della Guardia Costiera di Genova, che ha ripercorso
la storia delle minacce al trasporto in campo marittimo, dalla
pirateria e la rapina a mano armata, fino allo spartiacque dell’11
settembre 2001.
Con il Codice ISPS per la prima volta nella normativa
internazionale si parla di terrorismo, e il Dr.
Francesco Cappè (vedi
intervento in inglese) - funzionario delle
Nazioni Unite presso l’United Nations Interregional Crime
and Justice Research Institute (UNICRI), incaricato di coordinare
le attività della Terrorism Prevention Unit, ha ricordato
la convenzione del dicembre 1997, conosciuta come “bombing”,
per la repressione di attentati terroristici dinamitardi e quella
del dicembre 1999 per la soppressione del finanziamento del terrorismo,
con le quali si è tentato di dar vita per la prima volta
ad una definizione internazionale di terrorismo.
Alessandra
BERTANI (vedi
intervento in inglese), armatrice di navi
cisterna chimiche è intervenuta in rappresentanza di CONFITARMA.
Ha ricordando la necessità di creare la giusta mentalità
a bordo, tra gli equipaggi , questione già affrontata quando
è entrato in vigore il codice ISM per la Safety. “Lo
stesso vale per le varie figure professionali di terra interfacciate
con la nave, ad esempio le agenzie e gli stessi operatori dei
terminal”.
Richard
Davey, dell’U.K. Ministry of Defense and Marittime
Sicurity Department, con Brian
Parrit (IMO Consultant and Member of Nautical Institute
of London) hanno illustrato com’è stata affrontata
l’introduzione del Codice ISPS in Gran Bretagna da un punto
di vista prettamente funzionale: con la nomina immediata di una
Autorità designata, un’ispezionare di tutti i porti
del Regno Unito ed una suddivisione delle navi in 4 gruppi con
diverse priorità.
Federico
Torres Monfort (vedi
intervento in spagnolo), Security Manager
dell’Autorità Portuale di Valencia, ha sottolineato
come le funzioni dell’Autorità Portuale spagnola
siano diverse da quelle dell’Autorità italiana. In
Spagna il concetto di sicurezza è totalmente integrato
nei diversi sistemi di gestione, come qualsiasi altro sistema
in uso, per esempio, nell’impiego delle risorse umane, economiche,
ecc. “Da più di dieci anni, come Autorità
Portuale, effettuiamo studi generici di rischio basati su incendi,
esplosioni, sversamenti, fughe di gas e varie combinazioni tra
questi”. Queste si basano sull’ubicazione delle istallazioni,
dei materiali e delle merci in luoghi precisi e specifici e, allo
stesso tempo, sull’addestramento del personale, sulla formazione
professionale e su accordi precisi con i diversi organismi, che
devono intervenire tanto sui controlli quanto sulla gestione.
Giovanni
Motta (vedi
intervento in inglese), Security Manager dell’Autorità
Portuale di Livorno ha illustrato come questa abbia cominciato
a lavorare attorno ai problemi di Security da quasi due anni.
Oggi Livorno è incluso nella lista dei porti nei quali,
in considerazione delle necessità di controllo da parte
delle autorità degli Stati Uniti, funzionari della Dogana
americana svolgeranno la loro opera di controllo congiuntamente
alla Dogana italiana.
La positiva conclusione dell’iniziativa bilaterale è
dovuta principalmente al fatto che l’Autorità Portuale,
in collaborazione con gli altri soggetti operanti nell’area
portuale, ha iniziato a lavorare alla redazione di un piano di
vulnerabilità del porto e dei terminal contenitori, con
particolare attenzione al layout del porto, alla tipologia dei
traffici commerciali, ai sistemi viari interni ed esterni, al
sistema degli specchi acquei, ai sistemi di illuminazione, all’acquedotto
portuale e agli impianti a rischio di incidenti rilevanti.
Il Dr.Giovanni
Moscatelli (vedi
intervento in iglese), dell’UNICRI ha
esplorato le minacce potenziali al trasporto marittimo come continuum
di fattispecie criminose, che va dall’attacco diretto contro
la nave, come nel caso della Limburg, all’utilizzo di una
nave come arma di distruzione di massa. In particolare si è
soffermato sul trasporto a bordo di una nave di un’arma
di distruzione di massa (chimica, biologica, radiologica o nucleare
che sia) ovvero dell’impiego di una nave come vettore di
tale arma.
Martin
WALKER (vedi intervento in inglese),
Generale di Divisione in pensione del corpo dei Servizi Segreti
dell’esercito britannico ed esperto di operazioni anti-terrorismo
ha presentato i corsi di formazione per i funzionari di sicurezza
delle aziende e i funzionari di sicurezza per le navi. L’intervento
è sceso nello specifico evidenziando le differenze fra
le misure che devono essere create per fermare l’ETA o l’IRA
e quelle da mettere in atto per impedire ad Al Qaeda di operare.
Anthony
HALL (vedi intervento in inglese),
collega di Martin Walker ha parlato dei cambiamenti principali
nel processo di Security in seguito all’introduzione dell’ISPS
Code: “uno riguarda le navi, ed è un cambiamento
al vertice, l’altro è un cambiamento che riguarda
la base, ed è quello per gli impianti portuali”.
Nell’intervento ha descritto il ruolo del funzionario di
sicurezza dell’azienda responsabile della gestione dei rischi
per la compagnia di navigazione, del piano di Security, delle
responsabilità del governo contraente e di quelle di un’organizzazione
di Security riconosciuta.
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