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4 - CSA
- Centro Studi Aziendali - Vita dei marittimi a bordo nave,
conseguenze e miglioramenti.
di Fabio Anastasia, Ilaria Magliulo, Francesca
Marcucci, Cristiano Mattei, Maria Sighicelli.
Il settore marittimo sta attraversando una fase di
"rifiuto" dalle giovani generazioni, che rappresentano
il futuro della professione navigante, dato registrato anche dal
Ministero della Pubblica Istruzione.
Gli studenti degli Istituti Nautici intraprendono maggiormente
le specializzazioni di terra, mentre molti diplomati macchinisti
o capitani intraprendono un percorso professionale alternativo
creando una situazione di vuoto professionale nelle attività
a bordo nave. Il Centro Studi Aziendali considera quali cause
dell'effetto "rifiuto della professionalità",
la permanenza in mare per molti mesi e la relativa distanza dagli
affetti familiari ed amicali, la fatica fisica che caratterizza
l'ambiente e le specifiche condizioni di vita a bordo nave, ambienti
stretti, limitati, condivisi, ecc...
Per quanto concerne la prima causa, la riteniamo poco trattabile
o modificabile, ma per gli altri aspetti riteniamo possano essere
apportate azioni di miglioramento. Consideriamo l'ambiente di
lavoro e la relativa fatica fisica e psicologica che questo impone,
è stato oggetto di riflessioni da parte dell'Organizzazione
Marittima Internazionale, dell'Organizzazione internazionale del
lavoro, del Consiglio Europeo e delle Associazioni sindacali di
settore, l'organizzazione dell'orario di lavoro ed i relativi
periodi di riposo giornalieri e settimanali. La direttiva 1999/95/CE,
di recente attuazione per i Paesi Membri, impone una regolamentazione
dell'orario di lavoro per il personale marittimo di bordo. Pur
intendendo migliorare gli standard lavorativi, l'intervento ha
interessato l'organizzazione del lavoro e non altri aspetti quale
l'ambiente di per sé stesso, rimane per cui la difficoltà
di vivere in un ambiente di lavoro "difficoltoso", quale
concausa di segregazione della professione del marittimo.
Il Centro Studi Aziendali a seguito di tali osservazioni e rilevazioni
ha ritenuto necessario strutturare un piano di ricerca con l'obiettivo
di registrare come il fattore ambientale - spazi, rumori, ecc...
- implichi un affaticamento dell'elemento umano ed il relativo
abbassamento dei livelli qualitativi di vita personale e professionale
ipotizzando eventuali interventi sperimentali di miglioramento.
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