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- L'Agenzia Europea per la Sicurezza in mare: prospettive, obiettivi
e problematiche connesse alla sua istituzione.
di Beatrice Lenzi
Il programma di lavoro relativo alla borsa di studio
inerente l'istituzione dell'Agenzia Europea per la sicurezza marittima,
è caratterizzato dal fatto di avere ad oggetto un argomento
del tutto nuovo, vista la sua recente realizzazione; tale elemento
se da un lato lascia ampio margine di valutazione sulle problematiche
connesse al possibile evolversi di tale organismo, dall'altro
presenta la difficoltà causata dalla carenza di un supporto
dottrinario in materia.
L'elaborato, suddiviso in quattro capitoli, si compone di una
prima parte nella quale viene analizzato il sistema normativo
previdente sia a livello internazionale che comunitario in materia
di sicurezza marittime e di prevenzione dell'inquinamento causato
da navi, e specificamente le lacuna di detto sistema emerse in
tutta la loro gravità in occasione di disastri ambientali
quali quelli verificatesi in seguiti agli incidenti delle petroliere
Erika e Prestige.
La parte centrale della ricerca è dedicata agli aspetti
più propriamente istituzionali dell'agenzia attraverso
una puntuale analisi del Regolamento (CE) n.1406/2002, che ne
costituisce la base giuridica; sono state così analizzate
le varie funzioni di cui è titolare l'Agenzia Europea,
ovvero sia l'attività di vigilanza sulla corretta applicazione
della normativa vigente nel settore, sia quella di monitoraggio
di detta applicazione da parte degli Stati membri nonché
la valutazione dell'efficacia delle misure in vigore. È
evidente che, in ragione della recente realizzazione dell'organismo
in argomento, l'attività di studio dei dati normativi che
lo regolano deve comprendere l'interpretazione delle possibili
evoluzioni che l'agenzia nel suo concreto operare potrebbe subire.
L'elaborato non può altresì prescindere dall'attenta
valutazione, da un lato della scelta della Commissione di costituire
un soggetto nella veste giuridica di agenzia quale titolare del
ruolo di propria collaboratrice e di proprio veicolo informativo
in materia di sicurezza marittima, dall'altro dalla recente proposta
di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo
ad un potenziale Comitato per la sicurezza marittima e la prevenzione
dell'inquinamento provocato dalle navi, per capire se questo comporti
o meno la creazione di un "clone" dell'Agenzia europea
per la sicurezza marittima.
Tale ultima problematica del resto ha indotto la stessa Commissione
a modificare fin da subito la propria proposta, specificando come
il Comitato avrebbe assunto il ruolo di mero organo di assistenza
della Commissione con poteri specifici e dettati dalla normativa
già esistente, assolutamente privo della potenzialità
di cui è titolare l'Agenzia Europea per la sicurezza in
mare. Tuttavia non può essere trascurato l'effettivo ruolo
che tale organismo andrà a rivestire soprattutto in relazione
alle possibili interferenze con l'agenzia, tenendo peraltro conto
del fatto che, anche in questo caso, è stato utilizzato
lo strumento della proposta di regolamento, strumento normativo
che ove approvato esplica i propri effetti direttamente nei confronti
degli Stati membri, senza passare attraverso una normativa di
attuazione, come viceversa avviene per le direttive.
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